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L'uomo che sconfisse il boogie - Le avventure di Secondo Casadei

PLAY CLIP
regia: Davide Cocchi
genere: Biografia
sceneggiatura: Davide Cocchi
fotografia: Roberta Allegrini, Andrea Vaccari
suono: Marco Parollo
montaggio: Paolo Marzoni
musiche: AA.VV
partecipazione: Raoul e Riccarda Casadei, Miro Gori, Riner Montemaggi, Delio Ricci, Arte Tamburini, Ivan Novaga
formato: DV
durata: 53' 61''
anno: 2006
nazione: Italiana
produttore: Simone Bachini (Aranciafilm), Paolo Marzoni ( Maxman), Davide Cocchi
produzione: Aranciafilm S.r.l.
distribuzione:
   
SINOSSI:
In un’edizione del Resto del Carlino datata 1954, il giornalista riporta ammirato e divertito l’esperienza di una serata in cui Aurelio Casadei in arte Secondo, l’autore di Romagna Mia, acclamato dalla folla, riduce al silenzio a colpi di musica l’altra orchestra in programma per la serata, quella americana.
“Il primato del liscio in sala da ballo viene ripristinato dopo l’invasione dei generi d’oltreoceano avvenuta nell’immediato dopoguerra”. “Casadei il Liberatore!”, recita un altro articolo del Corriere della Sera.
Secondo Casadei da quel momento non è più un suonatore, un musicista, un compositore; diviene un mito, una bandiera. Da quel momento, come recitano gli strilloni del tempo, è l’uomo che sconfisse il Boogie !Secondo Casadei nasce a Gatteo a Mare, in Romagna, nel 1906, dove sono ancora in voga le caratteristiche danze di gruppo saltate: furlana, monferrina, salterello e trescone. In questa terra dei primi anni ‘20 Emilio Brighi, figlio di Carlo, il grande Zaclén (anatroccolo), dirige la prima orchestra da ballo itinerante ereditata dal padre. Si comincia a diffondere un nuovo genere di valzer, polke e mazurke, da ballare nelle aie contadine. L’orchestra arriva, monta ogni sera la pedana di legno, suona: il pubblico balla e si diverte; a fine serata si smonta tutto e si riparte. La vita dei musicisti é dura: tournées fatte in bicicletta con decine di chilometri da percorrere, carretti a traino per strumenti e pista da ballo smontabile, serate danzanti di 7 e più ore, pagamenti in natura. Il demone della danza dilaga. La richiesta di musica da ballo “romagnola” aumenta, i pezzi si velocizzano, diventano più “accentati” e dinamici, si riempiono di virtuosismi. Nell’orchestra di Brighi il sedicenne musicista suona il violino e inizia a far parlare di sé: presto comincia a proporre brani da inserire in scaletta, a presentarne di propri, ad imporsi anche come autore. Pian piano diventa un leader: i suoi pezzi moderni e travolgenti piacciono alla gente. Nel 1928 fonda la sua orchestra e solo due anni dopo, alla “disfida della Fratta”, sbaraglia le altre formazioni presenti compresa quella di Brighi; è acclamato dalla folla danzante: Secondo Casadei è il re della musica da ballo romagnola.Facendoci condurre dalla figlia Riccarda ci avviciniamo così all’uomo e al padre, principalmente e ininter-rottamente musicista, ventiquattr’ore al giorno, anche dentro le mura domestiche. Secondo coinvolge tutta la famiglia nella sua attività; i ritmi domestici sono gioiosamente scanditi dall’attività di orchestrale. È incuriosito da tutto e da tutti: il proprietario di una sala da ballo sta per avere un bambino? Lui gli restituisce parte del guadagno della serata, senza neanche contare i soldi. Anche per questa sua completa disponibilità ed il suo atteggiamento semplice e sincero la sua figura si radica nel cuore del popolo di Romagna. Spesso esce di casa senza soldi; lui, abituato allo scambio ed a dare senza dover per forza ricevere, non li considera molto, anche quando non ne ha davvero. Arrivato in piazza offre caffè e bevute, per poi scoprirsi le tasche vuote. Sorride, chiede ai suoi ospiti di anticipare per lui.Vive le piazze, conosce le storie, attraversa con la Romagna tutta il fascismo, la guerra ed il boom economico: continua febbrilmente a scrivere strofe e ritornelli, trova spunti nelle persone incontrate per caso in strada e nelle variegate situazioni quotidiane.Il suo successo è prima di tutto un seguito di popolo, fisso, costante, pronto ad andare ad ascoltarlo ovunque lui suoni. Dalle prime tournées in bicicletta del 1928 agli ultimi concerti nel 1971 Casadei attraversa in lungo e in largo la regione per portare la musica alla gente: aie contadine, sale da ballo, feste di piazza, matrimoni, funerali, veglioni e feste dell’Unità, grandi concerti, fino alla partecipazione ai primi Festivalbar di Salvetti.Conosce anche periodi di crisi, coincidenti con l’arrivo di nuove sonorità americane: Secondo non viene capito, a volte fischiato; lui rivede il suo ruolo con spirito critico. Pensa, ripensa, ma alla fine continua a scrivere e a suonare la sua musica. E ha ragione. Intraprendente, estroso, elegante, entusiasta, autoironico, geniale, Secondo Casadei dedica tutta la propria vita alla musica, la sua musica, la musica della gente che balla.
 
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